GIOVANNI GARCIA-FENECH
Temet Nosce
February 18, 2020 - ongoing

Postmasters e PostmastersROMA presentano in concomitanza due mostre del pittore newyorkese Giovanni Garcia-Fenech.
Questa è la seconda mostra personale dell'artista presso Postmasters e la sua prima da PostmastersROMA. È anche la
prima volta che presentiamo contemporaneamente lo stesso artista in entrambe le nostre sedi.
In A Mala Hora (una frase in spagnolo che significa "in un momento sfortunato") da Postmasters New York, i dipinti
di Garcia-Fenech si fanno ancora più astratti. I fantasmi monocromatici diventano trottole colorate, composizioni a
forma di diamante i cui strati sembrano essere tenuti insieme solo grazie alla forza centrifuga, minacciando di crollare
nel momento in cui si fermano. Facendo uso dello stesso vocabolario delle forme ma manifestandosi con risultati
molto diversi, vi sono le vedove: una successione di sagome nere in pose che suggeriscono simultaneamente
lutto e disperazione e celebrazione e sensualità. Il nuovo lavoro evidenzia il frequente mélange di influenze di
Garcia-Fenech - modernismo classico, illuminazione medievale, - oltre a nuovi interessi, tra cui ceramiche precolombiane,
espressionismo astratto americano degli anni '30 e calligrafia islamica.
I soggetti nei suoi dipinti possono variare dall'astratto al figurativo e viceversa, ma le basi del lavoro di Garcia-Fenech
rimangono le stesse: opera senza alcuna preparazione dando cosi vita a delle composizioni improvvisate e fluide, utilizza
una tavolozza limitata e conferisce una particolare attenzione allo spazio negativo.
La mostra Temet Nosce (dal latino "Conosci te stesso") da PostmastersROMA si ricollega alla precedente di autoritratti
nervosi realizzata da Garcia-Fenech negli spazi della galleria di New York. Questi lavori sono invece più agitati e mostrano
l'artista investito da forze sconosciute, schiacciato, tormentato, scosso e infine dissolto.
I nudi sono sostituiti da fantasmi sinuosi. Abbandona l'architettura muscolare per dare vita a vorticosi arabeschi
modellati solo da bordi tondeggianti.
Ma sono ancora autoritratti? Possiamo considerare rappresentativi dei dipinti che raffigurano qualcosa che non
ha sostanza, che non esiste? Sono essi accostabili ai pionieri dell'astrattismo modernista (in particolare alla corrente
dello spiritismo), alle opere di Hilma af Klint, Wassily Kandinsky, e Paul Klee?